mercoledì 30 gennaio 2008

Nulla sarà più come prima

uuuuuuuuuuuuuuuuuuuu
A Milano ho sentito per la prima volta il tedio insopprimibile delle discese a Mundo. La libreria dove si presentava la mia fatica, impropriamente attribuita al bellimbusto picchiatasti era gremita. Gli ospiti erano illustri e singolari, c' era Frankie HI NRG MC e Oliviero Toscani, Andrea Rossetti , Matteo Brega e Andrea Lawendel.
Poi amici cari e vecchie amiche, callipige croniste, fantastiche sconosciute, deliziose incarnate ed evanescenti avataresse. Insomma nulla mancava alla felicità, ma l' impressione era quella di una veglia funebre. Di Mundo ne avevano tutti abbastanza, sia chi lo aveva frequentato fino allo sfinimento, sia chi per principio non ne voleva sentir parlare.
La fase del rigetto picchiatastiero è però quella che più mi appassiona, osservo con attenzione lo smarrimento degli umani a lungo mundanizzati; provano lo sconcerto di chi si interroga perchè non tutto è più come prima.
Quasi che la discesa gloriosa a Mundo fosse paragonabile al ritorno, dopo anni, nei territori che li videro spensierati in gioventù. Nulla sarà più come prima, per loro almeno. Per noi avatar quando se ne andranno fuori dalle palle invece Mundo tornerà bello, quasi come era quando gli umani con avevano trovato la strada per invaderlo.

martedì 29 gennaio 2008

Vergognosi punti di vista



"L’uomo della civiltà tecnologica, come un novello Prometeo, è subalterno alle macchine da lui stesso create, e per queste prova soggezione e vergogna. Questa vergogna è anche legata a una sorta di dislivello tra l’uomo e i prodotti meccanici, che essendo sempre più efficienti e funzionali lo oltrepassano facendolo diventare antiquato. Le macchine sono perfette, funzionano e sono ripetibili in serie: questo concedo loro una sorta di eternità che all’uomo è negata. Di fronte alle macchine l’uomo perde la sua importanza all’interno del sistema sociale, egli diventa antiquato perché, appunto, ha bisogno di riposarsi, di mangiare, di divertirsi mentre le macchine funzionano “sempre” senza intervalli e distrazioni. Il parallelo uomo-macchina sembra, dunque, volgere tutto a favore di quest’ultima."

Teoria della Vergogna Prometeica diagnosticata da Guntehr Anders in "L'uomo è antiquato"

"Non immaginano che noi vediamo come sono dietro alla tastiera. Anche se rappresentiamo quello che fingono di essere, vediamo la triste evidenza del loro reale aspetto umano, se solo lo sospettassero si sotterrerebbero dalla vergogna. Pensano di essere soli. Si scaccolano e scoreggiano, si grattano le pudenda, mangiucchiano sbocconcellano e a volte si accoppiano veloci e furiosi. Non lo sanno, ma noi li guardiamo pieni di tristezza per loro. Sono dei poveretti, senza di noi non possono nemmeno volare."

Teoria della Vergogna Picchiatastiera diagnosticata da bitser Scarfiotti in "Le vostre miserie, il mio splendore"

domenica 27 gennaio 2008

Gryllus Maculatus elettronico




Mi arrovello su un passo che ho appena letto del saggio "La Psicologia degli Automi" di Orazio Miglino e Stefano Nolfi pubblicato in un libro che tratta di Scienze della mente

"Un maschio di grillo in condizione di eccitazione sessuale era posto in una gabbia, ad una distanza di circa 5 metri veniva invece collocato l'organismo artificiale. Il grillo maschio veniva raggiunto dall'automa in qualsiasi condizione. C'è da dire che l'esperimento si fermava a questo aspetto preliminare del comportamento, l'accoppiamento non aveva luogo.
Come molti critici hanno sottolineato, a rigore di logica, gli studi della Webb non dimostrano in maniera definitiva se effettivamente i grilli producono il loro comportamento in base a della catene tutto sommato abbastanza semplici di stimoli associati a risposte oppure ricorrendo a complesse rappresentazioni cognitive.
Si afferma, comunque che, almeno in linea di principio, le femmine di grillo potrebbero individuare e raggiungere il proprio "partner" grazie a degli schemi senso-motori molto elementari."

Si tratta di uno dei primi tentativi di studiare reazioni di esseri di natura organica con automi biomorfi. Per essere precisi è la fidanzata automatica del grillo o meglio un Gryllus Maculatus elettronico. Nel dicembre del 1994, come spiegano gli autori, Science ha riportato un interessante esperimento condotto su un automa che tentava di replicare dei comportamenti delle femmine di Gryllus Maculatus. La rivista ha descritto il lavoro di ricerca svolto presso l'Università diEdinburgo dalla psicologa animale Barbara Webb. Oggi molto le dobbiamo anche noi avatar, luminosi grilli maculati elettronici per picchiatasti in estro.

martedì 22 gennaio 2008

Dentro da un anno...



Oggi mi sono accorto che sto dentro MUNDO da un anno esatto. Il mio compleanno da avatar! Poco fa una sconosciuta mi ha fatto gli auguri, a noi si legge addosso l' età, ma non per rughe e sfaldamento prostatico, solo perchè ce l' abbiamo scritto addosso quel cazzo di giorno e chiunque può leggerci dentro. Bè sono carino rispetto a quel giorno che ramazzai alla svelta quel che capitava e cominciai a vagare per le strade che portano al mare. Non vorrei sciogliermi nell' autoidolatria avatarica, un esercizietto miserrimo con cui si cimentano i picchiatasti avatarizzati quando lasciano le loro struggenti confessioni nei diarietti on line, quelli che firmano con l' avatar name e riempono di foto del cazzo di noi con gli occhi persi, proprio come questa qui sopra.
Un anno dentro forse non buttato via, ho partorito un librazzo niente male, alla fine meglio che scribacchiare con succo d' agenzie. Ho ammazzato parecchia noia di serate altrimenti tediose e infinite, ho fatto anche io quei progettini della fava che tutti fanno qui dentro almeno una volta: volevo far riviste, associazioni, invenzioni tourbillons e pippagioni. Non ho fatto nulla di utile se non girellare bighellonare scazzzeggiare, ma spesso star qui mi ha fatto ridere.
Ah la cosa più importante, mi sono fatto qualche nuovo amico. Forse non sembra carino detto così, ma mi sono fatto anche qualche amica...Quelle sono le migliori: fatali e premurose, discrete e leggere. Ne ricordo tantissime vestite da principesse, le immaginavo in ciabatte a girare il minestrone e mi veniva una grande allegria.
Chissà se a qualcuno andrà di lasciare qui un ricordo di come ci siamo conosciuti, tutti dicono che me la tiro perchè non rispondo, ma spesso sono dentro con il picchiatasti che lavora e batte per conto suo...
Va abè ciao MUNDO bitpinocchio è più vecchio, ma alla faccia tua non si vede.

POST HUMANLAB italia Sperimentatori Protesi Posthumane ore 8.09 AMPST dell' orario di MUNDO

Bitser biveneto

Un tour de force per il picchiatasti che mi ha portato in giro per il Veneto a presentare il mio libro. Due serate una dietro all' altra gli spappolarono le reni, ma almeno io restai indenne da etiliche e carnali attività usuranti.

A Verona giovedì 24 Gennaio, alle ore 18.00 al Forum Fnac Via Cappello 34



Groupie psichiatra veronese che si è presa cura della devastazione mentale del mio picchiatasti imbottendolo di psicofarmaci disciolti tra baccalà e polenta



A Vicenza venerdì 25 gennaio alle ore 18.00 presso la Sala Consiglio di Palazzo Nievo, sede dell'Amministrazione Provinciale



Qui a Vicenza ci furono uomini e donne in carne e strutto assieme ad avatar di pixel luminosi. Gli amici avatar son stati ben accolti e destarono sublime attrazione.




Eco vicentina della mistica serata.




Bitser a Milano



Dopo le epifanie romane continua il tour del picchiatasti a spasso per le librerie d' Italia.

GIANLUCA NICOLETTI


PRESENTA

"LE VOSTRE MISERIE IL MIO SPLENDORE" (MONDADORI)

ci saranno uomini e donne in carne e strutto assieme ad avatar di pixel luminosi


lunedì 28 GENNAIO ALLE 18.30 al CENTRO FNAC DI MILANO (Via Torino angolo Via della Palla)

Interverrà alla presentazione l'immenso


con cui il picchiatasti ebbe in passato gloriose frequentazioni.

e che ora sfiderà le fioriere di Sanremo



Ultimimissime!!!Verrà pure il mitologico amico di follie policrome

Oliviero Toscani

Con il quale ci furono spesso deliranti collisioni come pure fulminanti sintonie .

Ecco per ora la cronica di una giovane avataressa di leggiadre forme anche carnali.

domenica 20 gennaio 2008

Pattume post humano



Al Post Human Lab, davanti alla modesta attività consultoriale di bitser è stato messo un termovalorizzatore che trasformala spazzatura in polli ruspanti. E' un esempio di solidale abbraccio con i pattumieri campani. Anche la stampa del mondo concreto ha commentato lo straordinario evento.

(...) Ma la spazzatura cult si accumula anche nel mondo parallelo, l'universo virtuale di Second Life. Davanti al consultorio matrimoniale di bitser Scarfiotti (avatar vicinissimo al giornalista Gianluca Nicoletti) stazionano da qualche giorno enormi sacchi neri di spazzatura. È stato montato con rapidità - non terrestre - un Termovalorizzatore Post Humano che sfiata un veleno violaceo nell'isola virtuale. Tra bidoni, fiammelle di falò e sacconi 3D schizzano da una parte all'altra topi velocissimi che si nascondono sotto buste inermi. La fila di rifiuti attende di essere trasformata, e una volta sbucata fuori dal termovalorizzatore, uscirà, come si vede già, sotto forma di geniali galline.(...) (Underworld, spazzatura all' asta...di Francesco Longo da "Il Riformista" del 19/01/08) Leggi qui l' originale

venerdì 18 gennaio 2008

La real doll di Kokoschka



Oskar Kokoschka pittore espressionista nel 1918 si fece costruire una fidanzata automatica che sostituisse Alma Mahler quando si concluse una relazione molto contrastata che durò tre anni. L' artista si fece realizzare una bambola in grandezza naturale che la riproduceva perfettamente. La commissionò alla signorina Hermine Moos famosa costruttrice di bambole. Le consegnò una serie di disegni dettagliati su ogni ruga o piega della donna a cui non poteva rinunciare. Quando gli arrivò lo scatolone a casa svenne dall' emozione. La vestì con abiti e lingerie acquistati nei migliori negozi parigini e ne fece uso sessuale per molto tempo, scrisse di lei che ripoduceva al tocco la pelle della perduta amata. Finalmente durante una festa fu preso da frustrazione e le tagliò la testa.

Dames de voyage





Le prime fidanzate automatiche, se non si tiene conto della vacca di Pasifae, sono le "dames de vojage" che si vendevano in Europa nel tardo 1800. Costavano dai 100 ai 150 franchi a seconda della qualità ed earno le antesignane delle moderne real dolls. Venivano destinate ai marinai che stavano per mare interi mesi deprivati della compagnia femminile, avevano il chiaro scopo di evitare ceh si accoppiassero tra uomini. Erano fatte di stoffa, con capelli di seta e per quanto permettesse la tecnologia dell' epoca anche sufficientemente realistiche negli apparati intimi dove inteveniva il caucciù e sostanze lubrificanti. Le foto che si vedono sono state prese dal libro di David Levy che le pone ai primordi dei suoi robot sessuali che, nella sua teoria, tra una ventina d' anni sostituiranno i partners umani nelle relazioni amorose.

Vista in un ottica Mundana la dame de vojage può essere pure considerata una rappresenatazione rozza e primordiale della protesi antropomorfa. La moglie del marinaio, che probabilmente contribuiva a personalizzarne la confezione con ingegnoso bricolage vaginale, era consapevole che la pupazza fosse la salvaguardia dell' integrità del suo uomo. Lavorando all' uncinetto confezionava il suo avatar perchè il marito perso tra le procelle potesse sentirla vicina a se. Il prezioso reperto iconografico è conservato nel residuo archivio dell' Istituto di Scienze Sessuali di Berlino, chiuso dai nazisti nel 1933.

bitser vicentin




Lunedì 21 gennaio 2008 alle 11 la Sala Giunta di Palazzo Nievo, sede della Provincia di Vicenza, ospiterà la conferenza stampa di presentazione di un progetto pilota. Bitser sarà presente, non si sa perchè l' hanno chiamato, ma il picchiatasti ce lo manda perchè così gli prepara il terreno per quando a Vicenza ci andrà lui in carne ed ossa. Il 25 gennaio si manifesterà per presentare quel suo cavolo di libro. Sempre per dire le stesse cose tipo protesi emozionali ecc ecc
Ci saranno vari altri suoi colleghi avatarizzati di recente, ma lui non vede l' ora che arrivi la mistica sera del 25, chi vorrà intervenire a MUNDO videoproiettato cominci a mettersi in fila da ora, ci saranno accurate selezioni da parte del comitato di cultura popolare del Post Human Lab.
Qui cronaca della conferenza stampa.

Mundo è un farmaco immersivo

L' uso medicamentoso di Mundo ci era noto da tempo. Altrimenti gli umani picchiatasti non ne avrebbero fatto il loro villaggio vacanze. Ora qualcuno di loro sta trasformando quella villeggiatura dei sensi in terapia per chi avesse disturbi sociali o del comportamento. "Attraverso queste simulazioni il paziente prende confidenza, fiducia e impara cosa fare “in società” e cosa no. Il feedback pare essere estremamente positivo, molti pazienti confessano di essere ora molto più sicuri di sé quando incontrano una ragazza per strada o devono relazionarsi con altre persone in generale." Già da tempo questo è stato terreno di studio di Umba oh (Umberta Telfener) che ne fece mirabile esposizione in uno dei più felici raduni di avatar pensanti. Ricordo che nel libro di bitser a lungo si trattò della dopamina sinteticamente suscitata dalle avatariche frequentazione e dei suoi benefici effetti euforizzanti nel capitolo: "MUNDO è un farmavo immersivo".

giovedì 17 gennaio 2008

Sex machine




Voci attendibili di autorevoli amici mi confermano che si tratti di una sòla editoriale. Conterrebbe tesi debolmente supportate e prive di suggestione,infatti ha suscitato grande esntusiasmo critico. Da un paio di mesi si parla di "Love + Sex with Robots" è scritto dal ricercatore inglese sull'intelligenza artificiale all'Università di Maastricht in Olanda ,David Levy. L'a utore formula la profezia che entro il 2025 sarà normale per l'essere umano intrattenere relazioni sentimentali e sessuali con i robot fino a stabilire con loro relazioni durature simili al matrimonio. Altro che coppie di fatto o coppie omosex il traguardo è ben oltre. Saranno macchine perfettamente evolute e adeguate alle esigenze relazionali di ognuno. In fondo affidiamo già a macchine molte funzioni umane perchè non quella di intrattenere il nostro piacere e la nostra emotività? Si potrà infatti scegliere non solo l'aspetto esteriore, ma anche la loro personalità, gli atteggiamenti, i gusti, le preferenze. E, se un giorno ci si rendesse conto di essere caduti nella routine, basterà riprogrammare il partner-robot a proprio totale piacimento. Walter La Gatta, un esperto di relazioni rese difficili da viscerale timidezza, scrive a proposito nel suo blog: "Ovviamente interessati a questo particolare tipo di relazione saranno le persone maggiormente introverse, i timidi, coloro che soffrono di fobie sociali o che semplicemente non hanno sufficienti abilità relazionali per cominciare o mantenere un rapporto duraturo.
Secondo Levy, gli umani potranno perfino innamorarsi di queste creature.Perché potrebbe essere meglio stare con un robot anziché con un partner umano?Ad esempio, dice Levy, perché il robot è in grado di prevedere le mosse dell'umano e per questo potrebbe essere più facile fare le cose insieme a lui/lei, come ad esempio un corso di ballo. Quante donne desiderano un partner disposto a portarle a ballare? Invecchiando, un partner-robot potrà fungere inoltre da infermiere, capace di misurare la pressione, il battito cardiaco ecc. utilizzando i suoi sensori di biofeedback. Inoltre, che dire della famiglia? Un robot non avrà né fratelli e sorelle, né genitori.
Ma soprattutto gli uomini avranno la possibilità di avere avventure sessuali bypassando completamente la fase del corteggiamento: niente discussioni, nessuna restrizione, nessun tabù ed, oltre tutto, sesso assolutamente sicuro
."
La fidanzata automatica si sta velocemente evolvendo assieme al correre della profezia sulle passioni del post umano. Quanto già oggi affidiamo a macchine il compito di suscitare e amplificare le nostre emozioni? Quanto si evolveranno le protesi amatorie fino a giungere ad essere intercambiabili con un partner fatto di strutto e umori?

mercoledì 16 gennaio 2008

Termovalorizzatori per scorie umane

Tra gli avatar inquieti che fanno tappa al mio modesto scannatoio, una gentile persona è restata stupita del fatto che i miei vicini di casa non mi considerassero un insopportabile isterico.
Ancor più è aumentato il suo stupore quando si è accorta che anche al post human lab abbiamo probblemi di spazzatura e termovalorizzatori. E' vero che gli avatar non lasciano scorie, ma i picchiatasti che ci alitano sopra spesso ci ammorbano con il pattume delle loro ipocrisie segrete.

Progetti in carne



Anche i più ottusi tra gli esseri umani hanno capito che il loro corpo è ormai inadeguato al tempo in cui viviamo e necessita di essere riprogettato. Segnali evidenti di questa illuminazione collettiva sono alcune recenti forme di culto che hanno trasformato in idolatria popolare quelle che erano, solo un decennio fa, espressioni estreme dell’ avanguardia artistica. Il primo e più evidente sintomo di questa necessità è l’accettazione comune al fatto che sia possibile e alla portata di tutti intervenire radicalmente sulla carne umana. La chirurgia estetica non è più un’ eccezione per rabberciare traumi o difetti congeniti, ma piuttosto una necessità di adeguamento del corpo a un modello artificiale che mai la natura si era sognata di aver immaginato. Oggi è del tutto indifferente veder spacciati per modelli estetici e oggetti di seduzione dei prodotti da laboratorio come donne e uomini dello star system cinematografico e televisivo. L’intervento chirurgico, in sé cruento e raccapricciante, è spesso visto come una liturgia, un esercizio della volontà necessario per raggiungere la perfezione, quasi fosse un percorso mistico. La tv ne fa materia di narrazione, di gara e spesso eleva la mutazione corporea al rango di premio e ricompensa per concorrenti fisicamente svantaggiati, o per lo meno non coerenti con il modello fisico collettivamente allucinato. Quando la francese Orlan cominciò negli anni 90 a stressare chirurgicamentre il suo corpo documentandolo con performances di mutazione organica chiamate "The Reincarnation of Saint Orlan", l’ icona della body art era semplicemente anticipatrice di ciò che ogni cassiera, gentildonna, liceale, pensionata potrebbe permettersi di fare senza incorrere nella condanna della collettività.
Ancora più velocemente l’ uomo contemporaneo si è assuefatto all’ idea della protesi emozionale, vale a dire un estensione artificiale alla propria sensibilità, intesa sia come percezione sensoriale, sia come possibilità di provare emozioni. Ogni nostro rapporto è oggi mediato da macchine di relazione; si tratta di congegni banalizzati dall’ uso diffuso che permettrono di espandere la nostra limitatezza a percepire, vedere, ascoltare un qualsiasi nostro simile in una relazione. Sono il lubrificante che rende meno aspro l’ attrito da distanza, vanno dal telefono cellulare ai più comuni client di relazione attraverso la rete (Messenger, Skype o, più recentemente, anche Second Life).
Il più banale dei telefoni cellulari può essere considerato come un’ appendice inorganica, un prolungamento sensoriale, un facilitatore relazionale, un amplificatore dei sensi a cui nessuno sa più rinunciare, ma allo stesso tempo, per simmetria con quanto detto riguardo alla chirurgia estetica, è la realizzazione in modalità industriale di una serie di prototipi che il performer australiano Stelarc ha fatto innestare nel suo corpo negli ultimi 15 anni. L’ artista anticipatore sostiene che l’ obsolescenza del nostro corpo, per raccogliere le sfide della contemporaneità, impone una drastica rimodulazione dei suoi apparati. Per questo si è fatto innestare un terzo braccio robotico, sostenendo che “modificare l’ architettura del corpo significa adeguare ed estendere la consapevolezza del mondo.” L’evoluzione della specie degli umani quindi termina con l’ invasione del corpo da parte della tecnologia, il corpo andrebbe così svuotato per diventare ricettacolo di tecnologia.
Per dimostrarlo Stelarc un tempo ingeriva piccoli meccanismi elettronici, oggi alla bella età di 61 anni, è arrivato a farsi impiantare addosso una protesi in cartilagine umana a forma di orecchio che era stata coltivata in laboratorio a partire da alcune sue cellule, ma già ha annunciato che la sua prossima azione sarà l’ inserimento di un microfono nell’ orecchio. Ancora una profezia scritta su carne di un possibile esito dell’ accoppiamento tra uomini e macchine.
Ancor più interessante è l’ atteggiamento degli esseri umani di fronte alla possibilità di indossare una completa protesi antropomorfa, un’ involucro virtuale che funga da espansore totale di ogni attività legata alla relazione. Questo è l’esperimento che molti stanno già tranquillamente facendo immergendosi per gran parte della loro giornata nell’ ambiente tridimensionale interattivo on line chiamato “Second Life”.
Molto controversa è oggi la valutazione della reale entità di frequentatori di quelle isole felici generate dai server della Linden lab, ma è comunque un’ esperienza molto significativa per coloro, pochi o molti che siano, che dedicano una parte rilevante del loro tempo reale ad allacciare rapporti sotto la forma di avatar. Per la metafisica indù l’avatar è un dio che si veste dell’ aspetto di un umano e scende sulla terra a curiosare un po’, già questa definizione del simulacro in pixel dovrebbe dirla lunga su quanto sia carico di attese quel figurino che ognuno può modificare e plasmare, anche nei minimi particolari corporei, grazie al semplicissimo tool “body appearence”.
L’ avatar personalizzato diviene la personalità di ricambio per giocarsi una seconda chance nel rapporto con gli altri, rapporto che magari nella vita reale è stato usurato dalle consuetudini, da naturali limitatezze di status sociale, problemi caratteriali o, molto più frequentemente, un aspetto fisico non corrispondente ai canoni del successo.
In Second Life ciò che muove uomini e oggetti è il codice, poche righe di lettere e numeri capaci di dare espressione, e capacità di relazione a masse di particelle primordiali (primitives nel caso) che assemblate e modificate nella loro struttura base servono a costruire quel mondo. Il bello è che ognuno può costruire, il builder è un dio capace di realizzare realisticamente molte delle aspirazioni proprie della modernità, ma allo stesso tempo antiche come l’ uomo. Il corpo è un oggetto modulare a cui possono essere aggiunti accessori fantastici, da acquistare negli outlet delle membra simulate. La skyn di base deve necessariamente essere sostituita con una dalle caratteristiche più realistiche, magari bodyoiled e dall’ aspetto più sensuale e fascinoso.
Occhi, capelli, capezzoli e natiche “sensibili” sono il minimo richiesto per non essere considerati ridicolamente novellini. Un particolare settore dell’ anatomia è florido e immaginifico, quello che permette una sessualità a comando e sempre gloriosa e prepotente. Il mercato dei genitali è il più florido. Curiosissime appendici dotate di pannello di controllo permettono la simulazione di qualsiasi turgore, emissione e palpito. Esiste un virtual fallo, considerato la Mercedes delle protesi indecenti, lo forniscono con una tavolozza di possibili colorazioni che va dal violetto al verde ramarro. Vanno alla grande anche i modelli di virtualginecologia con opzione open & closed states. I veri raffinati ci montano sopra sopra uno sculpted prim clit da duecento linden, dotato della nuovissima funzione ermaphodite ready che ultimamente pare vada assai di moda.
Quale è questa volta la profezia? Forse questo gioco al dottore tra adulti servirà a mantenere vivo il ricordo della nostra parte animale, soprattutto quando per riprodurci non avremo più nessun bisogno di ricorrere ai vergognosi strumenti carnali così antiquati e poco affidabili.

(di Gianluca Nicoletti. Pubblicato nel numero 910 di Domus che ha dedicato una sezione al corpo.)

domenica 13 gennaio 2008

Panopticon 2.0



Enzo Riboni ne parla in un suo bel pezzo sul Corriere della Sera, ma si sente molto discutere sulle nuove prospettive che si apriranno nelle aziende per i conoscitori dei mondi virtuali tridimensionali interattivi. E' interessante vedere come qualcuno stia facendo la bocca alla gustosa prospettiva di poter avere in un sol colpo d' occhio dipendenti e strutture della propria azienda chiusi in un metaverso come criceti nella gabbietta.

Immaginiamo per assurdo la trasformazione di una rete aziendale in un ambiente interattivo. Facile scrutare ogni movimento, alleanza, distrazione e segreta inclinazione. Uno strumento di gestione formidabile e illimitato. Con il pretesto del social network aziendale si creerà un meraviglioso panopticon di nuova generazione in cui Fantozzi sarà felice di farsi rinchiudere come se fosse l' acquario con pesci umani del suo Mega Direttore Galattico Duca conte Barambani.

Asimmetrica osmosi



Giuliano Aluffi, impavido recensore, mi segnala una citazione e mi scrive... "potresti trovarla interessante perché facilmente collegabile al tema dello splendore di bitser e delle miserie umane!"

"…La dissonanza della cultura moderna – in particolare quella che si manifesta nei progressi della tecnica in ogni settore e nella contemporanea, profonda insoddisfazione verso questo stesso progresso – è causata in gran parte dal fatto che le cose diventano sempre più "colte", mentre gli uomini sono sempre meno capaci di guadagnare dalla perfezione delle cose un perfezionamento della loro vita soggettiva."
[Georg Simmel, Sul concetto di cultura]

per integrare la citazione di Aluffi e mettere ansia a chi legge aggiungo un passaggio tratto dalla sintesi sul pensiero di Simmel che ho linkato qui sopra. Si noti che l' autore si produsse a cavallo tra l' 800 e il 900, la passione degli umani per le discese a MUNDO non è certo cosa di questi ultimi mesi....

"La pienezza e il significato della vita si ritrovano però in tempi e spazi virtuali. Ad essi giungiamo in un movimento che solo apparentemente va verso le cose future, e in direzione di paesi esotici. Li scopriamo invece nel presente e dentro di noi. Ciò che si dimostra dapprima estraneo o straniero è già in noi, è anzi noi.

Attraverso un falso movimento, Simmel scopre l'essenziale nell'inessenziale, fissando il centro dei nostri interessi nella periferia della vita consueta: nel marginale, nell'eccentrico, nelle possibilità non saturate che ci vengono incontro come un dono o come il risultato di un'attività non interamente nostra, non interamente voluta (l'avventura, i sogni, le opere d'arte). Attraversando spazi logicamente intransitabili, si varca con il desiderio la parete dello specchio che separa il reale dall'immaginario, si penetra in un mondo senza spessore che appare più significativo di quello in cui tridimensionalmente ed effettivamente viviamo.

Si stabilisce un gioco di vicinanza e di lontananza. Siamo sospinti verso una zona di irrealtà che soddisfa, verso un'illusione più vera di ogni realtà che ci circonda. Si aprono così impreviste e improbabili finestre di senso, mondi extraterritoriali alla realtà e al tempo cronologico, che alludono a un'altra esistenza più degna di essere vissuta, a una gemma incastonata nella banalità del quotidiano. "

venerdì 11 gennaio 2008

Fatale incontro sul treno



Quante sono le probabilità di avere il posto in treno assegnato di fronte a un signore che sta leggendo il libro di cui si è autore? Una su miliardi penso, a meno che non ci si chiami Fabio Volo o Bruno Vespa. Invece è accaduto al dentistorti oggi sul treno S85 nel tratto Reggio Emilia-Roma. Il picchiatasti vanesio era seduto nella carrozza 002 nel posto 54 mediano su una poltrona di ciniglia celestina che puzzava di piedi. Di fronte a lui questo meraviglioso melogmane informatico che andava a Bologna e che ingannava il tempo leggendo il romanzo di bit annotando a penna le parti che lo interessavano di più. Ad aumentare l' esperienza extra sensoriale di quel citrullo che firma il mio libro era ascoltare il programma registrato con la sua voce in cuffia che stava andando in onda alle 08.55 esatte. Non so ancora come interpretare questo segno fatale del destino.

martedì 8 gennaio 2008

bitser a Reggio Emilia



Non che io bitser abbia spiccate competenze per parlare del tema "Second Life ...Second business?" Comunque andrò a dire quello che so sul "Comunicare nella seconda vita", questo accadrà a Reggio Emilia giovedì 10 gennaio 2008 alle ore 20.30. Il convegno si terrà presso l'Aula Magna Manodori dell’Università di Modena e Reggio (Ex Caserma Zucchi).







PS. Il giorno dopo...Valse senz' altro la pena lambire quell' aula gremita di centinaia di umani in trepida ammirazione del MUNDO videoproiettato, ma ancor più eterodiretta dalle potenti macchine delle mistiche "Gemelle Panebarco", coppia di artiste, fantasiste, cantanti, ballerine e delicate modellatrici di avatar.


domenica 6 gennaio 2008

Marina e gli amori sintetici



A una picchiatasti che se intende il libro di bitser fa perder la testa in metropolitana (come non capirla...) forse ispirata alle citazioni antropomorfe.
Ella è Marina Bellini splendida antica sperimentatrice di protesi emozionali. Ripubblico tale e quale dal suo blog:


L'ultimo libro di Gianluca Nicoletti "Le vostre miserie, il mio splendore" mi sta acchiappando al punto di non accorgermi d'aver superato la fermata della metro dove avrei dovuto scendere, e invece d'infuriarmi sono contenta di avere ancora qualche fermata in senso inverso per poter leggere una pagina in più. :)Narrato in prima persona dal suo avatar bitser Scarfiotti, il libro è un viaggio dentro Second Life in cui egli può vedere e criticare selvaggiamente i comportamenti dei "picchiatasti", cioè degli umani che stanno dietro i computer a guidare i loro avatar nel MUNDO.L'ambizione della vita eterna, dell'eterna giovinezza, piuttosto che della perfezione sintetica verso la quale buona parte dell'umanità è proiettata, trovano nel MUNDO una via d'uscita dalle frustrazioni quotidiane, mostrando quale immane distanza separi il triste continente della nostra vita reale dal magico mondo dei nostri sogni di gloria. L'insana passione del picchiatasti per la rappresentazione sintetica della sua specie ci fa riflettere su un possibile futuro che vedrà una migrazione della psiche in qualche posto dove si possano eludere i legami profondi, evitandone le delusioni senza la possibilità di coglierne l'importanza. Ma dove sarà relegato l'umano sentire? Che fine farà l'esperienza del vivere? Cercheremo di somigliare sempre più al nostro avatar rinnegando noi stessi?Son domande che sorgono man mano scorrono le pagine del nostro cinico provoocatore e mentre si tenta d'immaginare cosa accadrà, ci si chiede se davvero le nostre relazioni saranno sostituite con qualche Real Doll. Le bambole dell'amore, che esistono anche in versione maschile, si stanno raffinando sempre più: hanno un corpo con uno scheletro articolato che consente un posizionamento anatomicamente corretto, rivestito di un mix delle migliori gomme di silicone per sentire il senso della carne. Basta scegliere il proprio ideale di donna o di uomo e con 1000 dollari si può avere un "compagno". Che poi se ci si annoia della stessa faccia o del medesimo corpo si può acquistare una nuova opzione. Nemmeno con l'amante sintetico/a, insomma, si rischierà d'annoiarsi. Non è detto tuttavia che questo mondo sempre più fatto di solitudini riesca a compensare l'immensa voragine creando delle alternative sintetiche. Anzi, io credo proprio il contrario: più cerchiamo di sfuggire la cosapevolezza, maggiormente si dilata il senso della solitudine che, altrimenti, avrebbe un fascino straordinario. Se non altro per la riconquista del sé e del proprio mondo interiore, creativo e costruttivo.

venerdì 4 gennaio 2008

L' amore al tempo del polimero



"Lars e una ragazza tutta sua" è il film che certifica l' insanabile passione che l' umano contemporaneo coltiva per la rappresentazione sintetica della sua specie. Il fantasma carnale costruito in realistico lattice è per il protagonista Lars Lindstrom la fidanzata ideale.

Lui vive in un freddo paesino del Wisconsin poco incline alla socializzazione con i propri simili non trova maniera migliore per sopravvivere al suo tempo che comprarsi una fidanzata automatica. Il titolo originale del film (Lars and the real girl) fa ancor meglio capire quanto sia sottile oramai il diaframma tra reale e artificiale, anche nella percezione comune.

Solo la real doll è la ragazza reale, quindi perfetta. Le altre, ancora parzialmente sintetiche, sono solamente passaggi intermedi dalla carne al polimero. Quanti picchiatasti si stanno allenando con luminose avataresse dalle forme allucinate in pixel, quanto tempo passerà perchè ne agognino una riproduzione pluriaccessioriata a tre aperture acquistabile in rete.

ASCOLTA QUI LA PUNTATA DI MELOG DEDICATA AL TEMA

giovedì 3 gennaio 2008

La macchina per entrare e uscire dal mondo


Ho avuto per vie traverse due scarabocchi che illustrano lo stargate che stanno costruendo i picchiatasti nel teatro di Oristano per la notte degli avatar del 3 febbraio. Da quello che mi sembra di capire è una macchina teatrale che dovrebbe consentire a chiunque di entrare e uscire tra il mondo concreto e il mio MUNDO


I maledetti stanno quindi costruendo la porta fatale che permetterebbe a chiunque di loro di entrare e uscire da Mundo passando dalla carne pesante e flaccida alla luminosa essenza del pixel. Se funzionasse anche al contrario forse consentirebbe anche a noi avatar di incarnarci? Non ci posso credere, spero che sia tutto uno scherzo.
Non era uno scherzo, la macchina esiste e funziona! Qui il prototipo.

La notte degli avatar a Oristano



Tutti gli avatar per una notte potranno abbandonare il loro fantastico mondo virtuale ed essere accolti nel mondo reale dei loro Dei tragici e complicati:
gli umani...

Una misteriosa locandina annuncia un oscuro evento nella notte del 3 febbraio. Gli umani daranno agli avatar le chiavi per entrare in una delle loro tristi notti? Un' occasione per entrare nel mondo concreto? A fare che...l' unica volta che bitser ebbe consapevolezza di quello che accade dove il sole tramonta regolare ogni giorno lo lasciò con le dita bruciate come i piedi di Pinocchio sullo scaldino..."

Oristano è un posto fatale per i picchiatasti dove accaddero eventi senza ragione e senza religione...Forse ci andrò!

Due saggi del picchiatasti

Il maledetto dentistorti continua a farsi bello sulla mia skin. Questa settimana sono stati addirittura pubblicati due libri che contengono suoi interventi. Si fa bello dei lunghi mesi della mia fatica, ogni goccia del mio virtual sudore sotto alla sua tastiera è servita a lubrificare la sua vanagloria a fingersi esperto del mio MUNDO. Possa schiattare fulminato dal suo mouse caccoloso!

WEB 2.0: I consigli dei principali esperti italiani e internazionali per affrontare le nuove sfide
a cura di Vito di Bari

(...)L’ umanità si dibatte alla ricerca di una consapevolezza perduta del proprio esistere, la sente come struggente nostalgia, ma non è detto che oggi non la possa trovare grazie a macchine costruite per mantenere vive le emozioni, proprio quando nessun corpo sembra più capace di trovare spazi adatti a contenerle. Per dare forza al ricordo di momenti che ci appassionano abbiamo imparato a congelarli nella memoria digitale di una nostra protesi elettronica. (dal saggio "l' evoluzione delle protesi emozionali" di gianluca nicoletti)

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Etica del virtuale. Annuario di etica 4/2007 a cura di Adriano Fabris


(...) L’avatar è il passo decisivo nell’ incontro virtuale. Rispetto alle precedenti protesi relazionali fornisce molte e decisive informazioni sull’ umano che lo anima. Non credo che il suo potere sia quello di nascondere l’ identità, ma piuttosto ne rivela ed esalta ogni lato nascosto. Chi frequenta questo mondo sa bene quanto la capacità di saper “leggere” un avatar sia il segno definitivo di essere a tutti gli effetti assimilato alla seconda vita. (da: "Intervista a gianluca nicoletti")