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- Gustave Courbet (Ornans 1819, Vevey 1877) "L'origin du monde, 1866 ".Museo d'Orseay Parìs-
Nel monastero delle Oblate di Tor de' Specchi i diavoli, maligni e caprini, tormentano Francesca Romana. Gli assalti demoniaci sono affrescati in monocromia, mentre gli altri quadri che narrano la vita e i miracoli della santa sono coloratissimi. Soltanto le dannate visioni galleggiano sui toni del verde azzurrino e sembrano quasi essere generate da arcaici tubi catodici.
Ricordiamo doverosamente Rankxerox (diventato Ranxerox dopo che la multinazionale del toner protestò), il cyber coatto di Stefano Tamburrini. E' oggi un eroe dimenticato, annengato nelle paludi del politicamente corretto. Per la sua radicale e cosmica violenza gratuita è stato epurato dalla memoria collettiva, ma è stato il primo e unico personaggio di fumetto italiano anticipatore di ogni passione per la post umanità e inorganica lussuria. Le avventure di Rank, nate su "Cannibale" alla fine degli anni 70, furono anche ambientate in una Roma del futuro attarversata da una metropolitana a 30 livelli, con bande di baby teppiste sanguinarie. Tamburini le creò con Tanino Liberatore e aiutato da Andrea Pazienza. Una generazione di artisti "maledetti" quella che poi confluì nel primo Frigidaire, ricordati sempre con una punta di imbarazzo e facendo ogni dovuto distinguo. In realtà furono l' unica lucida avanguardia degli ultimi trent'anni. Oggi a raccontare i miti contemporanei abbiamo Muccino e Moccia. Tamburini come Pazienza invece morì di overdose.
Una badante automatica è naturalmente il rifugio per coloro che non possono più ambire ad una fidanzata. Robot dotati di mani meccaniche capaci di afferrare oggetti con la precisione di un essere umano e con un'intelligenza artificiale che li rende consapevoli dello spazio in cui operano, saranno destinati in futuro ad aiutare anziani o disabili. Finirà così l' era delle fate dell' est rovinafamiglie? Una manipolatrice meccanica sostiturà il french manicure delle signore russe o ucraine che manovrano maschi italiani con passione e perizia?
Oskar Kokoschka pittore espressionista nel 1918 si fece costruire una fidanzata automatica che sostituisse Alma Mahler quando si concluse una relazione molto contrastata che durò tre anni. L' artista si fece realizzare una bambola in grandezza naturale che la riproduceva perfettamente. La commissionò alla signorina Hermine Moos famosa costruttrice di bambole. Le consegnò una serie di disegni dettagliati su ogni ruga o piega della donna a cui non poteva rinunciare. Quando gli arrivò lo scatolone a casa svenne dall' emozione. La vestì con abiti e lingerie acquistati nei migliori negozi parigini e ne fece uso sessuale per molto tempo, scrisse di lei che ripoduceva al tocco la pelle della perduta amata. Finalmente durante una festa fu preso da frustrazione e le tagliò la testa.
A una picchiatasti che se intende il libro di bitser fa perder la testa in metropolitana (come non capirla...) forse ispirata alle citazioni antropomorfe. L'ultimo libro di Gianluca Nicoletti "Le vostre miserie, il mio splendore" mi sta acchiappando al punto di non accorgermi d'aver superato la fermata della metro dove avrei dovuto scendere, e invece d'infuriarmi sono contenta di avere ancora qualche fermata in senso inverso per poter leggere una pagina in più. :)Narrato in prima persona dal suo avatar bitser Scarfiotti, il libro è un viaggio dentro Second Life in cui egli può vedere e criticare selvaggiamente i comportamenti dei "picchiatasti", cioè degli umani che stanno dietro i computer a guidare i loro avatar nel MUNDO.L'ambizione della vita eterna, dell'eterna giovinezza, piuttosto che della perfezione sintetica verso la quale buona parte dell'umanità è proiettata, trovano nel MUNDO una via d'uscita dalle frustrazioni quotidiane, mostrando quale immane distanza separi il triste continente della nostra vita reale dal magico mondo dei nostri sogni di gloria. L'insana passione del picchiatasti per la rappresentazione sintetica della sua specie ci fa riflettere su un possibile futuro che vedrà una migrazione della psiche in qualche posto dove si possano eludere i legami profondi, evitandone le delusioni senza la possibilità di coglierne l'importanza. Ma dove sarà relegato l'umano sentire? Che fine farà l'esperienza del vivere? Cercheremo di somigliare sempre più al nostro avatar rinnegando noi stessi?Son domande che sorgono man mano scorrono le pagine del nostro cinico provoocatore e mentre si tenta d'immaginare cosa accadrà, ci si chiede se davvero le nostre relazioni saranno sostituite con qualche Real Doll. Le bambole dell'amore, che esistono anche in versione maschile, si stanno raffinando sempre più: hanno un corpo con uno scheletro articolato che consente un posizionamento anatomicamente corretto, rivestito di un mix delle migliori gomme di silicone per sentire il senso della carne. Basta scegliere il proprio ideale di donna o di uomo e con 1000 dollari si può avere un "compagno". Che poi se ci si annoia della stessa faccia o del medesimo corpo si può acquistare una nuova opzione. Nemmeno con l'amante sintetico/a, insomma, si rischierà d'annoiarsi. Non è detto tuttavia che questo mondo sempre più fatto di solitudini riesca a compensare l'immensa voragine creando delle alternative sintetiche. Anzi, io credo proprio il contrario: più cerchiamo di sfuggire la cosapevolezza, maggiormente si dilata il senso della solitudine che, altrimenti, avrebbe un fascino straordinario. Se non altro per la riconquista del sé e del proprio mondo interiore, creativo e costruttivo.
"Lars e una ragazza tutta sua" è il film che certifica l' insanabile passione che l' umano contemporaneo coltiva per la rappresentazione sintetica della sua specie. Il fantasma carnale costruito in realistico lattice è per il protagonista Lars Lindstrom la fidanzata ideale.
Il picchiatasti inquieto riprende un tema a lui caro e di cui ha di recente parlato. Lui è abituato alle fidanzate automatiche dopo la sua discesa nel mio Mundo. Ora lo chiamano a parlarne sotto forma di ben più esteticamente nobili metafore.
Leggi la recensione filosofica della Fidanzata automatica, che in realtà è priva di telecomando....
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Se l’arte è una promessa di felicità, l’opera d’arte è una fidanzata automatica. Cent’anni fa il filosofo americano William James si è posto questo problema: “Pensai a ciò che chiamai una ‘fidanzata automatica’, intendendo con ciò un corpo privo di anima assolutamente indistinguibile da una fanciulla spiritualmente animata, che ride, parla, arrossisce, ci cura... Potrebbe qualcuno considerarla come un perfetto equivalente? Certamente no”. Sembra un esperimento mentale, eppure è la descrizione di un fatto reale: biblioteche, sale da concerto e pinacoteche sono piene di fidanzate automatiche, che chiamiamo “opere d’arte”. Le opere sono oggetti fisici, che contano per la loro fisicità e per la loro bellezza; sono oggetti sociali che esistono solo perché ci sono persone; sono oggetti che suscitano sentimenti. Ma, ecco il punto, non ricambiano i sentimenti che suscitano. Se c’è una cosa che l’opera d’arte non può fare è proprio esserci amica, pur svolgendo molte delle attività che di solito si attribuiscono agli amici. Come la fidanzata automatica, le opere d’arte sono oggetti che fingono di essere soggetti.
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Mercoledì 19 dicembre 2007 - Ore 17.00
Mauro Covacich, Massimo Fusillo, Giacomo Marramao, Gianluca Nicoletti, Beppe Sebaste
presentano il libro di Maurizio Ferraris
La fidanzata automatica
(Bompiani)
Facoltà di Lettere e Filosofia Università di Roma Tre
Viale Ostiense 234 – Roma
