domenica 3 febbraio 2008

Nostalgia per le radici



MEIN GOLEM
An manchen Tagen
höre ich deutlich
seinem Schritt. Überflüssig
der Blick aus dem Fenster
der Blick in die Zeitung.
Es sind solche Tage
dass die Gedanken stocken
als wären sie Atem.
Es ist der Atem.
Tage die ihren Namen verloren.
Anonyme Tage.
Ausdauerndes Ausschreiten.
Verstecke dich selber
in Träume in Bücher in Gläser.
Der Verfolger ist ein Koloss
seine Ferse rostiger Schorf
sein Gesicht abwesend
sein Gang unaufhaltsam
besonders an manchen Tagen.


IL MIO GOLEM
In certi giorni
sento distintamente
il suo passo. Superfluo è
lo sguardo dalla finestra
lo sguardo al giornale.
Sono quei giorni
che i pensieri si fermano
come il respiro.
Lui è il respiro.
Giorni che hanno perduto i loro nomi.
Anonimi.
Un incedere ininterrotto
fuori dal seminato. Nascondi te stesso
in sogni libri bicchieri.
Chi t’insegue è un colosso
i suoi talloni croste di ruggine
il suo volto un’assenza
la sua marcia irrefrenabile
soprattutto in certi giorni.

di Günter Kunert tradotto da Vincenzo Gallico (tratto da Nazione Indiana)

1 commento:

Bdelippo ha detto...

...le tue radici sono più profonde e i tuoi antenati vengono da più lontano.
Ogni età ha una sua era
l'angoscia giunge al mattino